Si è rischiato il precipitarsi degli eventi su via del Progresso, una delle principali arterie che dovrebbe facilitare l’accesso alla città della piana. Infatti, nel primo pomeriggio di venerdì la corsia di accesso a Lamezia Terme ha registrato il formarsi di una lunga colonna di auto che non poteva passare a causa del blocco della corsia per via di un grosso tir pieno di mattoni, proveniente in senso contrario, alla’altezza della farmacia. Il momento culminante si è avuto quando intorno alle due percorreva la stessa arteria una autoambulanza, che si è trovata sulla stessa corsia la strada impedita dal grosso tir in senso opposto. Solo il provvidenziale arrivo sul posto, dopo qualche minuto, della polizia di stato ha permesso di sbloccare la situazione. Infatti le forze dell’ordine hanno bloccato il traffico alla precedente rotatoria consentendo al tir di percorrere in senso contrario a quello di marcia la strada resa libera dalla polizia. E così Via del Progresso è stata liberata dopo circa trenta minuti. Il tir si trovava sulla strada in senso opposto a quello di marcia, dovendo scaricare i laterizi su una delle bretelle di via del Progresso e non potendo utilizzare nessuna delle rotatorie costruite recentemente.
Il fatto, verificatosi inaspettatamente, ha riproposto gli interrogativi che da alcuni anni i cittadini, facenti capo al Comitato Progresso, pongono alla attenzione delle autorità comunali, tecniche e politiche della città di Lamezia Terme sulle condizioni limitative della grossa arteria cittadina, che un tempo fu chiamata via del Progresso, perché strada che doveva favorire le comunicazioni e dunque il progresso economico e sociale della città.
L’incidente è stato deplorato aspramente dai rappresentanti del comitato Progresso, i quali nel corso di un incontro hanno ribadito la mancanza di sensibilità da parte dell’amministrazione comunale e del sindaco Gianni Speranza, i quali non hanno risposto alle lamentele dei cittadini. Ciò nonostante «dopo innumerevoli e vani tentativi della comunità di partecipare al procedimento amministrativo» essi sono stati costretti ad inviare «una diffida, e separatamente all’assessore Grasso una lettera riservata, elencando i nostri dubbi circa l’elaborazione ed approvazione dei progetti e la mancata tutela del patrimonio comunale. A tutto questo non è stato dato riscontro e i cittadini chiedono al sindaco il vero motivo di tanta inerzia ad una richiesta di confronto democratico che non è stata colta».
Il comitato Progresso sollecita il rispetto della legalità, ricordando che le ragioni della città non debbano essere piegate agli interessi personali. Perciò non sa spiegarsi come sia potuto accadere che «nel progetto definitivo, datato esercizio 2008, al tempo in cui assessore era il consigliere Peppino Zaffina, la rotatoria scomparve e l’incrocio fu chiuso e di tale modifica, considerata l’essenzialità della funzione descritta nel progetto preliminare, non venne data alcuna motivazione. Le variazioni hanno portato alla scomparsa dell’area “pubblica” Pulicaro, annessa invece ad una proprietà privata. Modifiche approvate in Giunta comunale con delibera n. 407 del 30/09/2008».
Il comitato, infine, ignora se la gravità di quella delibera di giunta «sia stata portata all’attenzione del Consiglio Comunale. Ciò poiché nella premessa della delibera si afferma che “il progetto definitivo è stato redatto sulla base delle indicazioni della progettazione preliminare”. Ebbene tale affermazione non risponde al vero, così come non c’è motivazione della mancata utilizzazione dell’area Pulicaro nel progetto definitivo». Raffaele Spada
Il Quotidiano della Calabria – 22 Gennaio 2012




