Il decoro urbano e la coesione sociale sono due problematiche che trovano un nervo scoperto dell’ amministrazione comunale, come evidenziato dal comitato “Progresso 2010”, nato dopo la messa in sicurezza di via del Progresso, e che ha diffuso un volantone per i cittadini ed il sindaco con la richiesta di partecipazione democratica alle scelte in materia di circolazione stradale. «Sono passati 18 mesi da quando abbiamo attivato la procedura dell’articolo 11 dello statuto comunale – scrivono gli esponenti del comitato Progresso 2010 al sindaco Gianni Speranza – per chiedere di affrontare la questione che riguarda centinaia di famiglie: la chiusura dell’incrocio di Via del Progresso, già sollevata da 2.500 sottoscrittori, non merita un comportamento omissivo e dilatorio, in contrasto con i millantati requisiti di trasparenza e di democraticità che la sua amministrazione si attribuisce».
La vicenda della rotatoria ha messo sotto scacco le sfide lanciate dal sindaco nel suo programma “Il progetto della città futura”, secondo il quale «l’Amministrazione dovrà essere sempre più amica dei cittadini, trasparente e moderna» (seconda sfida); la nostra capacità di disegnare la nuova Lamezia, di renderla più bella, più moderna (terza); di definire, condividere e attuare un percorso che permette all‟intera comunità lametina di vivere in un contesto in cui le parole d‟ordine sono partecipazione, responsabilità, coesione sociale… (quarta); di costruire sempre più una città ed una comunità solidale ed inclusiva capace di mettere la persona, con i suoi bisogni, al centro delle proprie politiche (quinta)».
«Dopo innumerevoli e vani tentativi della comunità di partecipare al procedimento amministrativo – incalza il comitato – abbiamo ancora ultimamente riferito formalmente a lei ed ai componenti della Giunta attraverso una lettera diffida, e separatamente all’assessore Grasso con una lettera riservata, i nostri motivati dubbi circa l’elaborazione ed approvazione dei progetti e la mancata tutela del patrimonio comunale. A tutto questo non è stato dato riscontro ed oggi chiediamo al sindaco il vero motivo di tanta inerzia rispetto ad una richiesta di confronto democratico che non è stata colta».
Oggi il comitato chiede al sindaco Speranza un confronto aperto con i cittadini in una assemblea pubblica sulla posizione dell’Amministrazione riguardo alla urgente riapertura dell’incrocio; all’ampliamento della rotatoria approvata dalla Quinta commissione consiliare occupando, oltre alle aree private disponibili sul lato est, l’area pubblica ad ovest che costituisce reliquato della vecchia strada comunale Pulicaro; ed infine all’obbligo di doversi procedere comunque, in mancanza di prove di possesso da parte degli occupanti, alla riacquisizione, al patrimonio comunale, della predetta area reliquata della Pulicaro.
Tra l’altro, la progettazione preliminare, dei lavori su via del Progresso, per l’importo di 6 milioni di euro, confermava correttamente la necessità della messa in sicurezza della strada ed in tale ottica venivano individuate la via G. Fortunato sul lato sinistro e le vie Scarpino e R. il Guiscardo sul lato destro, come le più importanti arterie di penetrazione nel tessuto urbano e come percorsi alternativi sulla strada principale. E la rotatoria prevista, con diametro di 21 metri che occupava parte di una vecchia strada comunale sul lato ovest e nessuna area privata sul lato est, era stata quindi ritenuta idonea per la tutela della sicurezza ed adeguata alla importante funzione di accesso verso il centro urbano. Non si comprende perciò il mistero che avvolge la scomparsa della rotatoria, «senza che di questa sostanziale modifica venisse data alcuna giustificazione, rispetto alle corpose motivazioni che avevano indotto i progettisti alla prima scelta». Tale modifica ha ridimensionato, per via Fortunato, la funzione di arteria alternativa per il centro, il cimitero e le frazioni limitrofe, penalizzando oltre seimila cittadini nei due versanti.
Raffaele Spada – Il Quotidiano della Calabria 7 gennaio 2012




