Sambiase – Valentino De Fazio nacque a Platania il 17 dicembre 1920. Compì gli studi classici nella vicina Sambiase, alunno del Convitto Numistrano. E fu sempre il primo della classe. Trasferitosi a Napoli, frequentò quella Università dal 1937 al 1943, quando ne uscì con la laurea in medicina e chirurgia conseguita col massimo dei voti e la lode. Già nell’ultimo biennio aveva frequentato la clinica medica dell’Università, diretta dal prof D’Amato come studente interno, e vi rimase, poi laureato come Assistente incaricato, fino al 1951. Per consiglio del prof. Di Guglielmo, trascorse, nel 1949, diversi periodi di perfezionamento in Svezia, a Stoccolma, nella clinica Cardiologica diretta dal prof. Gustavo Nylin, che gli ottenne, poi, una borsa di studio e lo fece tornare nel 1950-1951 a prestare servizio di Assistente incaricato presso l’0spedale Reumatologico di Nynashamn, dove diresse un reparto di 250 letti.
Nell’agosto 1952, quale vincitore di una borsa di studio del Governo degli Stati Uniti, Valentino De Fazio si recò a Detroit Migh: presso la clinica dell’Università di Wane, come assistente di medicina, e poi come consulente di cardiologia speciale. Dopo la nomina a istruttore ed a “staff-man”, dovette come tutti i membri del corpo insegnante, svolgere, per alcuni periodi le funzioni di “supervisore” di un reparto di ammalati di medicina generale. Riguardo all’insegnamento, oltre a quello della cardiologia per studenti, partecipò anche a quello della clinica medica generale, dedicandosi anche a ricerche scientifiche, i cui risultati vennero comunicati in congressi e pubblicati.
Ricerche che furono interrotte, nell’aprile 1954, quando Valentino De Fazio dovette tornare in Italia, per gravi motivi di famiglia, la quale già nel 1948, aveva perduto Costanza, l’altra figlia, dottoressa in lettere e di brillante ingegno anche lei. Due anni dopo, nel 1956, Valentino De Fazio conseguiva la Docenza in clinica medica dell’Università di Roma, classificandosi secondo, e faceva ritorno negli stati Uniti, dove, nella Wyne State University di Detroit, gli veniva conferito il grado di Master of Science in internal Medicine e il primo posto Medico degli Insegnanti (Staff) di detta Università. Così. Come già l’American Federation for Clinical Research gli aveva conferito la nomina a Socio. E socio lo aveva nominato la Società Italiana in Medicina Interna. Lui, che conosceva, fra l’altro quattro lingue: inglese, francese, svedese e tedesco.
E di lui hanno detto.
Il prof. D’Amato, nel 1949: “il dr. De Fazio ha mostrato una cultura molto vasta ed una preparazione di patologia e di clinica, eccezionale per un giovane della sua età”. “il dr. De Fazio è un’ottima promessa per la medicina interna”. Il prof. Di Guglielmo “il dr. De Fazio, dotato di ingegno vivacissimo, e di vasta e profonda cultura, si è sempre dimostrato studioso serio ed equilibrato intento sempre ad allargare e perfezionare la sua preparazione in campo clinico. La sua attività scientifica è documentata dalle sue pregevoli pubblicazioni, particolarmente da quelle in campo cardiologico nel quale egli ha acquistato una non comune competenza”. Il prof. Fredych Sundalin (Svezia): “Il dr. De Fazio possiede una cultura medica particolarmente solida e ottime qualità morali”. Il prof. Gordon B. Myers, Direttore della Clinica all’Università Waine, Detroit: “È diventato un membro essenziale del Corpo insegnante, a causa delle sue responsabilità di ricerca e di insegnamento. “È importante che egli torni a riprendere il suo posto nell’Università Wyne”. Il prof Gordon H. Scott: “La natura del posto che il dr. De Fazio occupa presso questa Università rende evidente che la sua presenza in questo paese sarà di reale utilità per gli Stati Uniti (!!)”. E siamo nel 1954. Due anni dopo, Valentino De Fazio torna in America. Intanto è in Italia, dove approfondisce i suoi studi e li pubblica. Sono ben 140, le sue pubblicazioni, al 1956. Non possiamo, per evidenti ragioni di spazio, elencarle: solo accenniamo ai capitoli, che dal prof. Di Guglielmo venne chiamato a svolgere circa le malattie del cuore e dei vasi nel quinto volume della Patologia Medica. La morte, però, che sta in agguato da tempo, lo ghermisce all’improvviso in una camera d’albergo di Napoli nella quale era venuto a partecipare a un simposio medico. Era il 22 ottobre 1960.
Lo ghermisce la morte crudele e lo porta accanto a Costanza, la sorella, che appena 26enne, ha lasciato, in un dolore senza tregua, gli sfortunati genitori: Basilio, medico valoroso anche lui, e Giuseppina, madre dolorosa. “Ha finito la sua vita terrena (come scrive in un commovente addio il Procuratore della Corte d’Appello di Catanzaro, dr. Antonio Nigro, sulla Stampa) nella solitudine del suo Io profondo: una voce soltanto, quella della sua coscienza pura, lo ha accompagnato nelle braccia di chi ne ha adeguatamente rimunerato il sacrificio”. Ai genitori schiantati da un dolore senza fine, e senza più figli, il conforto che tanta umanità sofferente piange con loro, oltretutto, la perdita di un luminare della scienza medica.
Enrico Borrello
A Lamezia Terme gli è stato intitolato l’Istituto Tecnico Statale Commerciale per ragionieri.




