«Chi pagherà le spese delle elezioni? Si farà luce nelle carte del consorzio? Le associazioni di categoria sono consapevoli delle anomalie?» Si chiede il geometra Egidio Baratta, che ha presentato un esposto alla procura della repubblica di Lamezia Terme affinché verifichi «l’eventuale rilevanza penale dei fatti accaduti al consorzio di bonifica Tirreno Catanzarese» rispetto alla convocazione delle elezioni, che le associazioni agricole vorrebbero annullare, come anticipato dal Quotidiano, a causa di anomalie, che hanno precluso la più ampia partecipazione dei consorziati, dei dibattiti e dei candidati. Insomma si vota domenica 11 ottobre, ma con qualche dubbio. Tutto nasce dalla richiesta che il geometra Egidio Baratta ha presentato al consorzio di bonifica il due settembre 2009, con cui si ricorreva contro la formazione dell’elenco degli aventi diritto al voto, elenco su cui anche le organizzazioni agricole chiedevano che si facesse luce, ed in particolare Antonio Campisano, il quale addirittura segnalava la presenza negli elenchi degli aventi diritto al voto di consorziati deceduti.
«Non avendo ottenuto quanto richiesto ed approssimandosi la data di scadenza per poter proporre opposizione, in modo non ufficioso prendevo visione della deliberazione n. 11 del 3 settembre 2009, dalla quale emergevano anomalie ed irregolarità tali da essere opportunamente rimosse ed infatti venivano accolte istanze di iscrizione agli elenchi degli aventi diritto a voto di consorziati che non ne hanno i requisiti – scrive Baratta nell’esposto – la mia richiesta rivestiva carattere d´urgenza dovendo, ove ne ricorressero le condizioni, proporre opposizione ai sensi dell´art. 39 dello Statuto».
Baratta osserva ancora che «non solo la predetta richiesta non veniva evasa ma, addirittura il giorno successivo dalla data della scadenza dei termini per la presentazione dei ricorsi, senza attendere i successivi 15 giorni previsti dall´art. 10 dello Statuto, così contravvenendo, anche, a quanto indicato nel manifesto pubblico con il quale si invitavano i consorziati a produrre eventuali ricorsi nei termini prescritti anche mediante servizio postale, il commissario straordinario Giovambattista Macchione, chiamato per la liquidazione del consorzio di bonifica Piana di Sant’Eufemia e per l’implementazione delle elezioni del nuovo ente di bonifica, provvedeva all’approvazione degli elenchi definitivi degli aventi diritto al voto non esaminando il ricorso prodotto dal sottoscritto per l´inclusione dello stesso signor Macchione Giovambattista, commissario pro-tempore».Il Baratta, ma non è il solo, ci sono anche le associazioni di categoria a dichiararlo, sostiene che «vi siano fatti che se opportunamente non rimossi potrebbero impedire la reale partecipazione democratica al voto ed inficiare il risultato elettorale, determinando forse assetti organizzativi precostituiti? Altrimenti perché gli atti non vengono esibiti apertamente? Cosa c’è da nascondere?»
Nel frattempo arriva una nota allo stesso Baratta, con protocollo n. 2409, a firma del commissario Giovambattista Macchione il quale precisa che «la esclusione dei consorziati è stata erroneamente determinata per causa imputabile all’ente» specificando che «uno dei consorziati esclusi, non avendo riscontrato il proprio nominativo negli elenchi provvisori, aveva presentato istanza di inclusione, accolta dal consorzio, perché lo stesso consorzio non ha aggiornato per mero errore materiale il proprio catasto».
Dunque è lo stesso professore Macchione ad ammettere che «il consorzio non ha aggiornato per mero errore materiale il proprio catasto». Come mai? Non sapeva il consorzio che bisognava organizzare le elezioni con gli elenchi attivi? Ed allora quanti altri casi ci sono? Lo dice la lettera del commissario per due consorziati del consorzio di bonifica della Valle del Lao, di cui uno ora è tra i candidati, per un altro per il quale è stato «effettuato lo sgravio dei contributi ed a seguito di un errore nella determinazione degli stessi», mentre si avvisa che ad altro consorziato «per mero errore materiale non ha notificato l’avviso di pagamento». Nella lettera emergono situazioni che sembra siano state sanate, ma quante altre, invece, come sostengono Baratta e le organizzazioni agricole, sono rimaste escluse dagli elenchi? Raffaele Spada
Il Quotidiano della Calabria 10 Ottobre 2009.


