Alle rimostranze dei consorziati-contribuenti sulle mancate entrate e sugli aumenti delle spese del consorzio di bonifica Sant’Eufemia, che la legge regionale ha posto in liquidazione dopo la riduzione degli enti di bonifica per motivi di economicità gestionale, come anticipato dal Quotidiano, si aggiunge la viva preoccupazione del sindacato di comparto Flai Cgil che rappresenta i lavoratori dell’agroindustria, sul futuro dell’ente Tirreno Catanzarese «dopo aver registrato le esposizioni economiche e le iniziative in atto tutte rivolte in direzione contraria alla riduzione del debito». Una accusa pesante che ancora oggi viene ribadita dal segretario provinciale Enzo Scalese, il quale tiene a sottolineare come quelle preoccupazioni del sindacato sull’aumento della spesa dell’ente in liquidazione non solo non sono state dissipate, ma sono tuttora in atto. Un allarme avanzato dal Quotidiano che ha raccolto le istanze dei contribuenti.
I consorziati, infatti, hanno messo in guardia sulla mancata emissione dei ruoli di compartecipazione della annata 2003 che di fatto potrebbe determinare un grave danno alle entrate del consorzio per l’impossibilità di incassare i ruoli dai consorziati-contribuenti; e sullo stato di abbandono dei contatori dell’acqua, che sono alla mercè di chiunque con il rischio di un consumo abusivo dell’acqua, di un disservizio alle parti alte del territorio e di un mancato introito dell’ente.
La situazione del nascente consorzio di bonifica Tirreno Catanzarese, che si sostituirà all’ente di bonifica di Sant’Eufemia ora in liquidazione, dunque, si trova in una gravità eccezionale, anche perché, secondo quanto denunciato dal Flai Cgil, sono state rilevate delle carenze tra le quali la mancata esposizione del debito. Insomma non si sa nemmeno a quanto ammonti l’esposizione debitoria dell’ente di bonifica.
«Tale carenza trova conferma in una delibera di recente pubblicazione nella quale il commissario professor Giovambattista Macchione intende accendere un mutuo ipotecario per l’estinzione di un debito del quale non si trova traccia nel piano industriale – sottolinea la nota del Flai Cgil, che si domanda – perché invece di istituire un mutuo ipotecario su un immobile realizzato dal consorzio (che si trova a Catanzaro, dietro la Banca d’Italia) e che rappresenta un punto di prestigio per l’ente, non si provvede ad emettere ed incassare i ruoli di contribuenza ormai fermi da oltre cinque anni?»
Flai Cgil si rivolge direttamente alla consulta espressione del mondo agricolo affinchè «possa effettuare il controllo ed esprima i pareri di cui alla delibera di giunta che anche se non vincolanti possano servire a indirizzare il commissario ad effettuare le scelte giuste nell’interesse del consorzio e dei consorziati». Raffaele Spada
Il Quotidiano della Calabria 10 Settembre 2009




