“Deve essere ristampata e possibilmente senza errori” la guida ai monumenti lametini “Lamezia Terme tra arte e storia”, realizzata dal comune di Lamezia Terme e commissionata al Centro Herakles per il turismo culturale dell’Unical, di cui è responsabile scientifico Giovanna De Sensi, già assessore al comune di Lamezia Terme e docente presso il dipartimento di storia all’Unical. È quanto chiede la Pro-Loco Sambiase che, come anticipato dal Quotidiano giorni fa, era intervenuta proprio per evidenziare «una serie di inesattezze di ordine storico e di autenticità riscontrate ad uno sguardo rapido e superficiale». Da qui la richiesta di ristampa. Ed ora la Pro-Loco Sambiase ha inoltrato una lettera ufficiale (protocollo n. 41547 dell’ 8 giugno scorso) direttamente al primo cittadino Gianni Speranza per sapere «se il sindaco sia al corrente delle diverse inesattezze riportate nella guida ai monumenti della città e cosa intende fare per ripristinare l’immagine della città». La guida ai monumenti, realizzata a cura della professoressa De Sensi e stampata a spese del comune di Lamezia Terme, reca una introduzione a firma congiuntamente del sindaco Gianni Speranza e del responsabile scientifico del centro Herakles dell’Università della Calabria, Giovanna De Sensi, nella quale si mette in evidenza che l’opuscolo «offre un itinerario attraverso il patrimonio culturale omogeneamente diffuso su tutto il suo territorio come segno dell’identità comune della città di Lamezia Terme nel quarantennale della unificazione dei tre centri di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia».
È proprio «per rispetto della gloriosa storia dei tre centri principali della piana» che la Pro-Loco Sambiase ed il suo presidente Ferdinando Tito Maria Vescio di Martirano chiedono la ristampa. Vescio, in particolare ad esempio, suggerisce di fare un sopralluogo nella chiesa di San Francesco a Sambiase, per verificare di persona la firma sul dipinto ad olio su tela del Sacro Cuore (situata a destra in prossimità dell’altare) che «non è di Edoardo Fiore, ma di Ercole Iorio 1937, poichè negli anni ’90 padre Francesco di Turi la fece adattare al luogo e proveniva dal collegio dei fratini-seminaristi del santuario di Paola».
Oppure, ancora ad esempio, il palazzo Nicotera Severisio a Nicastro del quale sulla guida si dice che al portale d’ingresso c’è lo stemma dei Nicotera Sasso, senza rievocare le vicissitudini che portarono alla definizione di Nicotera Severisio, visto che lo stemma, secondo la notizia attinta da Storicittà (ma non riportata in bibliografia) ed il palazzo erano appartenuti ai Nicotera Sasso che l’avevano edificato. Raffaele Spada
Il Quotidiano della Calabria 14 Giugno 2009


