Le delusioni sono alla porta e potrebbero lasciare il segno in seno alla comunità, se l’amministrazione comunale di Platania non riuscirà a fugare tutti i dubbi e le perplessità che spontaneamente sorgono intorno ai fondi Apq, per la verità pochi, destinati alle emergenze urbane e territoriali. È di questo avviso il consigliere comunale Felice Isabella, il quale dall’opposizione lancia una serie di domande non prima di aver decantato l’importanza del progetto presentato, per il quale l’amministrazione ha avuto un finanziamento di 800.000 euro, come anticipato dal Quotidiano.
Si potrà realizzare quanto decantato? Isabella dapprima elenca i vantaggi, derivanti dal recupero del borgo “Pietra” una delle più rinomate località del comune di Platania. La posizione logistica, le caratteristiche ambientali, le usanze culturali e il lembo di natura incontaminata tipico del borgo, interamente posizionato su un’altura panoramica e paesaggistica, esaltano la bellezza del luogo e l’originalità della edificazione sulla pietra viva ad un’altitudine di 1000 metri sul livello del mare.
L’investimento finanziario europeo sul borgo Pietra, a parere di Isabella, «potrebbe alimentare ulteriori investimenti di natura turistica, incentivando i singoli cittadini ad aprire nuove attività vicino a questo borgo turistico, che nel periodo estivo, attirerebbe la curiosità dei turisti in cerca di angoli di natura e tranquillità lontani dalla frenesia cittadina». Il recupero dell’area porterebbe benefici, pertanto, non solo al pubblico, ma anche al privato, e tutto ciò messo insieme potrebbe creare un enorme potenziale di sviluppo economico che inciderebbe a sua volta nella vita sociale, per tutte le piccole attività artigianali e commerciali.
Si potrà realizzare questo progetto? In quanto tempo? Potrà essere mai completato con tale esigua somma, che tra l’altro dovrebbe essere divisa per la messa in opera di un edificio del centro storico? Oppure si è innescata una falsa chimera? Si domanda Isabella, disilluso per l’esiguità della somma in sé.
Il Sindaco Carlo Conte e l’amministrazione tutta debbono gestire una grossa responsabilità: dare al paese la certezza concreta dell’investimento che una volta compiuto insieme ad altre opere, si inquadrerebbe in quell’area di riqualificazione, recupero, e valorizzazione tanto da poter alimentare la stabilità demografica.
«L’incompletezza delle opere, o solo il mancato ripristino delle vie di collegamento attualmente in totale degrado, provocherebbero il convincimento negativo sull’azione amministrativa – sottolinea Isabella – specie dopo i piccoli interventi amministrativi, come il ripristino dell’illuminazione in alcune frazioni. Ciò naturalmente significa dimostrare ai cittadini che l’azione amministrativa supera la normale prassi dei piccoli interventi, portando ad un aumento delle attività economiche, al ripristino della fiducia collettiva e a creare le condizioni ottimali per facilitare altri investimenti, velocizzando gli apparati burocratici. Insomma testimoniare la voglia di cambiare e di creare, per superare il rango di mero luogo abitativo. Raffaele Spada
Il Quotidiano della Calabria 9 Maggio 2009


