A località Bellafemmina di Sant’Eufemia, tra lo svincolo autostradale, ferroviario e l’aeroporto, dove si trova una enorme discarica intorno all’area adiacente al Feoga, la raffineria di olio più grande di tutta la regione, purtroppo mai entrata in funzione e per la quale sono stati spesi 9 miliardi di vecchie lire dell’Unione Europea, uno scandalo nello scandalo, ieri si sono presentati per un sopralluogo i tecnici del Dipartimento provinciale dell’Arpacal di Catanzaro e accompagnati da una squadra di Vigili Urbani del comando lametino.
Come si ricorderà erano state le telecamere della trasmissione televisiva Linea Diretta di Paolo Giura, su Vivavocetv, a seguito di un’inchiesta e su segnalazione del Quotidiano, a mostrare in tutta la sua crudezza l’enorme discarica abusi’va di località Bellafemmina, a cavallo del fiume Cantagalli, dove si trovano rifiuti speciali pericolosi, come già anticipato dal Quotidiano.
Secondo indiscrezioni, sia i tecnici Arpacal di Catanzaro che i Vigili urbani di Lamezia Terme, non sono potuti entrare nell’area della pericolosissima discarica di Bellafemmina, perché sarebbe stata già sottoposta a sequestro fin dall’agosto del 2006, anche se non ci sono cartelli o segnalazioni che impediscano di accedere al Feoga, tanto che chiunque, a quanto pare, può entrare ed uscire, ed entra continuamente, anche dopo gli articoli del Quotidiano e anche dopo la trasmissione Linea Diretta di Paolo Giura, come hanno confermato i cittadini intervenuti in diretta nello stesso network.
I tecnici dell’Arpacal di Catanzaro, dunque, se così stanno le cose, non hanno potuto verificare lo stato dei luoghi e caratterizzare il sito, perché non più, di loro competenza, ma delle forze dell’ordine e della magistratura, che probabilmente stanno indagando da tempo, trattandosi di indagine molto delicata sia per il completo abbandono della imponente struttura della raffineria di olio Feoga, appartenente alla Regione Calabria ed in particolare all’Esac-Arssa, ovvero all’assessorato all’Agricoltura; e sia per l’enorme discarica abusiva, che richiama diverse responsabilità, forse di grosse aziende addette al riciclaggio di rifiuti speciali.
Tra l’altro sul posto sono presenti due camion e un’autovettura in disuso ma con le targhe.
Chi avrà scaricato quei sacconi giganti di rifiuti speciali, provenienti pure da officine da diverse parti della regione Calabria e anche dal ‘Nord, come anticipato dal Quotidiano mesi fa?
Allora furono scoperti dei sacconi con le etichette di chi li produce: Saccheria, Piave di Noventa di Piave, provincia di Venezia, specializzata da oltre 20 anni nel settore dei tessuti in polipropilene, polietilene, tessuto non tessuto e geotessile per la produzione di sacconi, Big Bag, con portata fino a 2000 kg, dotati di sistemi di impermeabilizzazione.
Attraverso la Saccheria Piave sarebbe anche possibile risalire alle ditte che acquistano i sacconi speciali e dopo averli riempiti li cede alle imprese addette allo smaltimento o riciclaggio, che invece di assumere i costi dello smaltimento li scaricano nella bella piana di Lamezia Terme, mentre incassano i loro proventi.
I tecnici dell’Arpacal, comunque, sarebbero pronti ad intervenire per la caratterizzazione del sito, se chiamati dalla magistratura e dalle forze dell’ordine.
Resta ancora il mistero del mancato intervento della Commissione Europea sempre puntuale nelle attività di controllo e di prevenzione per garantire la regolarità delle operazioni, la prevenzione e il perseguimento delle irregolarità e per vigilare sulla corretta gestione dei fondi utilizzate per il Feoga. Raffaele Spada
Il Quotidiano della Calabria 11 Dicembre 2007
Feoga in disuso, arriva l’Arpacal
11 Dicembre 2007 di spadaraf


